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Pontedera
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mwmgPontedera (mwmwmwnaAFI: [ponteˈdɛra]cite-ref-6[6]) è un mwogcomune italiano di mwow30 047 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwqaprovincia di Pisa, in mwqqToscana.
Contents
• Clima
• Storia
• Simboli
• Palazzi
• Ville
• Società
• Cultura
• Teatro
• Media
• Economia
• Strade
• Frazioni
• Località
• Sport
• Note
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Geografia fisica
Pontedera sorge nel mwrqValdarno Inferiore alla confluenza del mwrgfiume Era, che divide il comune fra est e ovest, nell'mwrwArno che fa da confine a nord.
È attraversata anche dal mwsqcanale Scolmatore a ovest e dal Roglio, affluente dell'Era, che segna il confine a sud-est. Ha un piccolo lago nella frazione Pietroconti chiamato Lago Braccini. Pochi metri prima di entrare a Pontedera l'Arno riceve le acque del canale mwsgUsciana.
La città ha per confini la mwtaPiana di Pisa a ovest, la mwtqPiana di Lucca a nord-ovest, le mwtgCerbaie a nord-est e la mwtwValdera a sud. Seppure geograficamente non si trovi in mwuaValdera, bensì all'estremità orientale della mwuqpiana di Pisa, è tradizionalmente considerata il maggiore centro di essa.
Il territorio comunale, di mwuw43 km quadrati, è completamente pianeggiante ad esclusione della zona est, corrispondente alle frazioni di Montecastello (massimo mwva132 m. mwvqs.l.m.), Treggiaia (massimo mwvg120 m. mwvws.l.m.) e La Rotta (massimo mwwa45 m. mwwqs.l.m.), che presentano qualche rilievo. Tali località fanno parte delle cosiddette mwwgColline pisane. Questa zona collinare si estende per circa un migliaio di ettari e rappresenta la zona a minor densità abitativa del comune.
Il territorio del comune è compreso quindi tra i 10 e i 167 metri sul livello del mare, con un'escursione altimetrica complessiva pari a 157 metri.
Territorio
Clima
La temperatura media annua è di 14,80 mwza°C. Rispetto alle altre zone circostanti, Pontedera subisce maggiori precipitazioni atmosferiche a causa del sollevamento costante di aria umida provocata dal vicino mwzqMonte Pisano. Il clima è sub-umido con estati afose e inverni freddi rispetto alla parte più occidentale della provincia. In estate le temperature possono arrivare a sfiorare i 38/39mwzg °C, mentre nei mesi invernali le temperature all'alba possono essere sotto lo zero.
La tabella sottostante riporta i valori medi che si registrano in città nel corso dell'anno:
| Mese | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Mese | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. media ( °C ) | 6,1 | 7,3 | 9,8 | 13,6 | 17,9 | 21,6 | 24,4 | 23,8 | 20,3 | 15,1 | 10,7 | 6,8 | 6,7 | 13,8 | 23,3 | 15,4 | 14,8 |
| Precipitazioni ( mm ) | 90 | 80 | 80 | 80 | 60 | 55 | 28 | 40 | 90 | 125 | 130 | 105 | 275 | 220 | 123 | 345 | 963 |
• mwawClassificazione climatica: zona D, 1861 GR/G
• mwbqDiffusività atmosferica: bassa, Ibimet CNR 2002
Origini del nome
Il nome della città deriva chiaramente dal ponte sull'mwcaEra. Questo ponte nel mwcqMedioevo è rimasto per molti secoli l'unico ad attraversare il fiume ed era quasi un passaggio obbligato per i viandanti da mwcgPisa a mwcwFirenze. Il nome ufficiale in latino è appunto mwdaPons Herae ma su talune carte e mappe mwdqrinascimentali della Toscana si trova anche la variante mwdgPons ad Heram da cui mwdwPonte a Era (da ciò deriverebbe il termine "pontaderese"). Il nome divenne poi mweaPonte d'Era ed infine Pontedera.
Ancora oggi viene usato il termine "pontaderese". I cittadini vengono tradizionalmente divisi in due categorie: i mwegpontederesi e i mwewpontaderesi. Può sembrare una differenza solo di forma, ma non è così, giacché son detti mwfapontederesi coloro che risiedono a Pontedera, ma non ne sono originari, mentre si chiamano mwfqpontaderesi i cittadini nati e vissuti a Pontedera.
Anche in latino esistono due termini per indicare gli abitanti di Pontedera: mwgqHeraepontici oppure mwggHeraepontani.
Storia
L'area del comune di Pontedera risulta abitata fin dal 4500 a.C. circa, come conferma il recente ritrovamento di un insediamento in località “mwhwCava Erta”. La posizione era strategica per la vicinanza alla foce dei fiumi mwiaEra e Cascina, che si immettevano nel vasto mwiqsinus lagunare che a quel tempo lambiva le mwigcolline pisane. È attestato un insediamento stabile nel mwiwNeolitico, mantenutosi per almeno tre secoli (tra 5.350 e 5.000 anni fa) in una zona asciutta in prossimità di una foresta planiziale e lungo un paleoalveo fluviale, forse l'antico corso dell'Era o del Rotina.
Sebbene la pianta del centro storico sia tipica degli mwjqinsediamenti romani, non esistono tracce documentate di quel periodo storico nella zona, né sono stati rinvenuti segni di una precedente mwjgciviltà etrusca. Nella frazione di Gello sono peraltro documentati siti di età mwjwimperiale abbandonati nel III secolo d.C., verosimilmente a seguito della formazione del padule di Lavaiano.
In passato è stata identificata con mwkqValvata, una località romana dell'mwkgEtruria che la mwkwTavola Peutingeriana situa a 8 miglia romane da mwlaPisa. L'autore della identificazione è Niccolò Sansone nella Tavola dell'Italia antica, come riporta il mwlwTargioni Tozzetticite-ref-7[7]. Valvata però è stata identificata anche con mwnaCascinacite-ref-8[8]cite-ref-9[9]cite-ref-10[10] e con mwqqFornacette, anche se queste restano solo ipotesi.
Nel 2010 sono stati scoperti resti di una fattoria romana, probabilmente una fattoria dell'età imperiale augustea, in località Scoffia, nei pressi del vecchio Ponte alla Navetta.cite-ref-11[11]
Il nome della città deriva dal ponte che fu fatto costruire dagli mwsgUpezzinghi alla foce dell'mwswEra, quando ancora il borgo di Pontedera non esisteva. Le prime tracce della presenza del ponte risalgono al 1099. Esisteva invece all'epoca un villaggio, ora scomparso, di nome mwtaTravalda, mentre le prime tracce di Pontedera si hanno nel 1163, quando venne inclusa nell'elenco dei castelli pisani. Si presuppone però che a quei tempi non fosse ancora dotata di fortificazioni, la cui presenza è attestata solamente nella prima metà del XIII secolo. Nello stesso anno 1183 si ha notizia della chiesa di San Martino, posta sotto la pieve di mwtqCalcinaia. Nel 1172 i Pisani respinsero la coalizione di mwtgCristiano di Magonza (mwtwLucca, mwuaSiena, mwuqPistoia e i mwugGuidi): fu il primo scontro avvenuto a Pontedera.
Nei secoli si succedettero molte altre battaglie tra mwvaPisa e mwvqFirenze con esito alterno, portando Pontedera sotto il controllo ora dell'una ora dell'altra. Il castello fu più volte distrutto: la prima nel 1256 per volere di mwvgFirenze e mwvwLucca, vincitrice contro mwwaPisa; l'ultima nel 1554. La battaglia più importante si tenne nel 1369: fu combattuta tra l'esercito fiorentino e quello mercenario di mwwqBernabò Visconti signore di mwwgMilano, comandato dal celebre condottiero mwwwJohn Hawkwood, già al servizio della Repubblica Fiorentina, la quale fu sconfitta in questa occasione.
Cessato il periodo di ostilità, a partire dal mwxqRinascimento Pontedera assunse sempre di più le caratteristiche di un comune a forte vocazione commerciale, ottenendo l'autorizzazione ad una fiera annuale prima e ad un mercato settimanale poi. Con il 1565 il borgo, dopo esser stato per lungo tempo sotto la giurisdizione di mwxgCascina, acquistò una sua propria competenza giurisdizionale estesa al territorio di mwxwPonsacco e Camugliano, mwyaCalcinaia, Gello, Montecastello, Pozzale. Nel 1637 mwyqFerdinando II dei mwygMedici, istituendo il marchesato di Ponsacco e Camugliano con sede di residenza del Commissario feudale, eliminò la podesteria di Pontedera su questo comune.
Nel 1924 l'ingegner mwzaRinaldo Piaggio rilevò le mwzqCostruzioni Meccaniche Nazionali di Pontedera trasferendovi parte dell'industria genovese mwzgPiaggio di costruzioni aeronautiche. Riconvertita a produzione civile nel primo dopoguerra, la Piaggio ingrandì gli stabilimenti cittadini, divenendo sempre più parte integrante della città e costruendo addirittura un intero quartiere per i propri dipendenti.
Il 30 maggio 1930, per regio decreto, Pontedera fu proclamata "mw0acittà". Durante la mw0qseconda guerra mondiale Pontedera fu duramente bombardata a causa della presenza degli stabilimenti aeronautici della Piaggio. Con la fine della guerra e la conversione in fabbrica di motocicli, la Piaggio, e con essa Pontedera, parteciparono attivamente al mw0gboom economico degli mw0wanni sessanta.
Il 4 novembre 1966 il fiume Era ruppe gli argini e inondò la città.
Oggi Pontedera è un importante centro industriale e commerciale che presenta un ampio sviluppo edilizio.
Simboli
Lo stemma è stato riconosciuto con DCG del 6 novembre 1937.cite-ref-bozzetti-12-0[12]
«D'azzurro, al ponte a due luci d'argento, sormontato nella pigna centrale da un casotto dello stesso, col tetto di verde e posto sul fiume al naturale.»
L'antico ponte sull'mw4wEra, lungo la strada che da mw5aFirenze conduce a mw5qPisa, è certamente all'origine del nome della città, come anche dell'immagine contenuta nello stemma. Il ponte, il casotto dal caratteristico tetto verde e le acque dell'Era che scorrono copiose sono segni desunti da un antico sigillo del mw5gsecolo XV, che raffigurava il ponte com'era a quel tempo.
In realtà, nel corso degli ultimi anni si è avuta una variazione rilevante nei colori dello stemma. In origine il sottofondo dello scudo cittadino non era azzurro, bensì bipartito verde e bianco (il verde a destra ed il bianco a sinistra) sovrapposti dal ponte. Ciò è dimostrato da una riproduzione dello stemma, che presentava tali caratteristiche, rimasto appeso per molti anni al balcone del palazzo municipale, dalla maglia di riserva del mw6aPontedera, di colore verde/bianco, ed infine dalla Fiamma e dai Foulard bipartiti verde/bianco del primo Gruppo Scout mw6qASCI Pontedera 1° "mw6gSan Michele Arcangelo" (la "Vecchia Asci pontederese") dal 1922 al 1948.
Il gonfalone, concesso con regio decreto del 6 maggio 1940 è un mw8adrappo di colore azzurro, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dello stemma della città con l'iscrizione centrata in oro: «Città di Pontedera».cite-ref-bozzetti-12-1[12]
Onorificenze
Titolo di Città
—
17 maggio 1930
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Duomo
La "Propositura dei Santi mwaqmJacopo e mwaqqFilippo" è anche chiamata la grande "chiesa nuova". Venne eretta, in mwaqustile neoclassico, fra il 1840 e il 1864 su progetto dell'ingegnere fiorentino Giuseppe Michelacci. Solo successivamente fu aggiunto il porticato, i campanili e la fontana in mezzo alla piazza. I campanili furono minati e fatti saltare in aria durante la mwaqcseconda guerra mondiale, sostituiti poi da un enorme campanile in cemento armato. L'edificio conserva al suo interno molte opere d'arte, tra cui l'mwaqgAnnunciazione di mwaqkJacopo Chimenti e le reliquie di mwaqoFaustino.
Chiesa di Santa Lucia di Pedisciano
La chiesa di Santa Lucia fu edificata sulle strutture della preesistente rocca. Nel 1260 risulta suffraganea della pieve di San Gervasio e nel 1431 venne elevata a pieve. Il 13 luglio 1944 militari mwaq0tedeschi minarono e abbatterono il mwaq4campanile della chiesa e con questo la chiesa stessa. Rimase in piedi il muro perimetrale a mwaq8nord e quello dell'mwaraabside. La nuova chiesa fu ricostruita nel dopoguerra e inaugurata il 14 luglio 1948. L'interno è diviso in tre navate e concluso da un'abside semicircolare al centro della quale è conservata una statua con le reliquie di mwareSanta Lucia. Tra le opere d'arte, un artistico frontale di tabernacolo in marmo scolpito del XV secolo con lo stemma della famiglia Galletti, una pila per l'acqua santa, una statua in legno raffigurante mwariSan Rocco.
Santissimo Crocifisso
Tra le opere più importanti che vi possiamo ammirare troviamo:
• la scultura lignea dell'"mwarwAnnunziata" della bottega di mwar0Nino Pisano (metà XIV secolo);
• un frammento di affresco del XIV secolo di scuola pisana, denominato "mwar8Madonna del Carmine";
• un mwasctabernacolo in marmo, attribuito agli scultori Riccomini e Gagini.
Sull'altare maggiore è presente un tabernacolo ottocentesco di Gaspare e Silvestro Mariotti, in argento sbalzato, commissionato per accogliere il "mwaskCrocifisso" ligneo del XVI secolo.
Cimitero della Misericordia
Progettato nel 1911 dall'architetto pontederese mwaswLuigi Bellincioni, fu costruito tra il 1912 e il 1913. Vi riposa, tra gli altri, il mwas0Presidente della Repubblica Italiana mwas4Giovanni Gronchi.
Santa Maria Madre della Chiesa
Nella frazione de mwateIl Romito fu eretta una parrocchia indipendente l'8 dicembre 1966, scorporandola da quella di San Giuseppe, e, dieci giorni dopo, fu benedetta e aperta al culto una chiesetta prefabbricata intitolata alla mwatiVergine. L'edificio era in origine un capannone prefabbricato, poi demolito a seguito dei lavori per la costruzione della mwatmStrada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno. La chiesa attuale ha una pianta a settore circolare ed è stata progettata dall'architetto Luciano Giorgi.
Chiesa della Misericordia
Progettata dall'architetto pontederese mwatkLuigi Bellincioni, in uno stile misto di elementi rinascimentali e gusto decorativo ottocentesco, fu iniziata nel 1883 e conclusa nel 1892. La chiesa, molto piccola, ha una pianta esagonale e conserva al suo interno il venerato dipinto della mwatoMadonna della Misericordia del XIX secolo.
San Giuseppe al Ponte
Oggi rimangono solo i resti di questa chiesa mwaumseicentesca, posta sulla salita del ponte napoleonico. L'oratorio è composto da un'aula centrale, con un altare tardo-mwauqbarocco, e da una cappella sul lato est, insieme ad una piccola sacrestia. Sono sopravvissute solo le mura laterali ed il soffitto della piccola cappellina, intitolata alla Madonna del Divino Aiuto. I tetti vennero danneggiati gravemente durante l'ultima mwauuguerra mondiale, a seguito degli intensi cannoneggiamenti subiti nell'estate del 1944. Nel corso degli ultimi decenni le intemperie e l'incuria hanno fatto cadere ciò che restava della copertura.
Nel 2007 la porta in legno è stata sostituita con una vetrata ed è ora possibile osservare l'interno della vecchia chiesa. Per l'occasione sono stati collocati al suo interno alcune opere dello scultore mwaucNado Canuti.
San Giuseppe
Voluta in occasione della elevazione a parrocchia del quartiere di Fuori del Ponte, la chiesa di mwauoSan Giuseppe in Oltrera fu costruita fra il 1958 e il 1962.
Don mwauwVasco Giuseppe Bertelli, già mwau0vescovo di Volterra, è stato il primo parroco della chiesa dal giorno dell'inaugurazione fino al suo passaggio come preposto di Pontedera.
Madonna dei Braccini
A poca distanza dalla scomparsa cappella di mwavySan Michele di mwavcTravalda (mwavgsecolo XI), fra il 1651 e il 1652 fu eretta l'attuale chiesa in un podere della famiglia Braccini, col titolo di Santa Maria della Tosse, per ospitare un'immagine della Vergine venerata come miracolosa.
Chiesa dei Cappuccini
L'arrivo dei Cappuccini a Pontedera risale al 1639 e la primitiva chiesa, dedicata alla "mwav0Visitazione", sorgeva dove oggi si trova il centro ospedaliero.
Sacro Cuore ai Villaggi
È una chiesa moderna, eretta nel mwawisecondo dopoguerra per rispondere alle rinnovate esigenze parrocchiali del Villaggio Piaggio, in sostituzione della vecchia chiesetta posta al centro del villaggio stesso. Dal precedente oratorio proviene la statua lignea del Sacro Cuore di Mario Bertini, del 1954. .
Madonna di Ripaia
Questa chiesa di mwawcstile romanico si trova nella frazione di Treggiaia.
Costruito nel mwawksecolo XIII, l'edificio presenta una semplice facciata a capanna con un portale in mwawopietra serena. Nella lunetta soprastante persiste tuttora l'immagine affrescata, ma sbiadita, della "Madonna con Bambino", con in alto una mwawsbifora con tre colonnine. L'oratorio fu ampliato nel 1696 con la costruzione dell'mwawwabside e del piccolo campanile, mentre nella seconda metà dell'Ottocento fu oggetto di un restauro completo. Nel 1992 la chiesa è stata nuovamente restaurata.
All'interno si conserva la preziosa immagine della "mwaw4Madonna con Bambino tra mwaw8San Lorenzo e mwaxaSan Bartolomeo", venerata con l'appellativo di "mwaxeMadonna di Ripaia". Il dipinto è stato recentemente attribuito al mwaxiMaestro di San Torpè, pittore attivo a mwaxmPisa nella prima metà del mwaxqsecolo XIV.
San Lorenzo e San Bartolomeo
Collocata nella frazione di Treggiaia, ha una pianta a mwaxkcroce latina con un'unica mwaxonavata, due cappelle ricavate nei bracci del mwaxstransetto e un massiccio campanile laterale.
L'originale mwax0stile romanico venne alterato in seguito ad alcuni interventi di ammodernamento agli inizi del Settecento, con l'applicazione di sovrastrutture mwax4barocche tra cui spiccano il portone in mwax8arenaria e il campanile, entrambi del 1720. Nel 1957 la facciata è stata riportata all'iniziale stile romanico con la tamponatura delle due finestre laterali e la scoperta del mwayarosone centrale.
Vi sono conservate due sculture lignee policrome: un "mwayimwaymSan Bartolomeo" di mwayqFrancesco di Valdambrino e una "mwayuMadonna con Bambino" di fine Cinquecento.
Chiese andate distrutte
• mwaykChiesa di San Martino
• Chiesa di San Michele di Travalda
• Chiesa di San Tommaso
• Chiesa di San Lorenzo di Rapida
• Chiesa di Santa Margherita di Tavella
• Chiesa di San Sebastiano Forispontem
• Chiesa delle Stimmate di San Francesco
Installazioni artistiche
Da alcuni anni l'amministrazione comunale colloca monumenti o installazioni temporanee di importanti artisti contemporanei in varie zone cittadine:
• "mwaz4Oleandra" di mwaz8Arturo Carmassi, nella rotonda tra viale Europa e Via mwaaaDe Gasperi;
• "mwaaiRagazza in piedi" di mwaamGiuliano Vangi, in piazza mwaaqCavour. L'opera è stata presentata al Museo Piaggio in occasione della mostra "L'uomo (opere 1986-2002)", a cura di Dino Carlesicite-ref-14[14];
• "mwaaoCollezione sedili di autore" di Joe Tilson, mwaawCordelia von den Steinen, mwaa0Girolamo Ciulla, mwaa4Pietro Cascella, mwaa8Nado Canuti, mwabaGiò Pomodoro, Jean Paul Philippe, Rinaldo Bigi, Marcello Aitiani, mwabqMirella Forlivesi, mwabuYasuda Kan, mwabyViliano Tarabella, Daniel Couvreur, mwabgVenturino Venturi, mwabkMauro Berrettini, Daniel Milhaud e Manuele Giannetti, in piazza mwabwGaribaldi;
• "mwab4Colomba per la pace" di mwab8Nado Canuti, in piazza Garibaldi;
• "mwaceToro" di mwaciPietro Cascella, in piazza mwacmCurtatone. Si tratta di una statua in marmo bianco con basamento in cotto e mwacqtravertino. Ai lati del basamento si trovano due panchine in stile sempre dello stesso autore. L'opera si presenta appena abbozzata quasi a dare l'idea del "non finito" e rappresenta un toro con sul dorso un enorme macigno a parallelepipedo, simbolo del lavoro, anche se visto solo nel suo aspetto di faticoso giogo.
• "mwacsOrigine Vespa" di mwacwMino Trafeli, in piazza mwac0Unità d'Italia;
• "mwac8Muro di Pontedera" di mwadaEnrico Baj, lungo il viale mwadeRisorgimento. Si tratta di uno tra i più grandi mosaici d'Italia con i suoi 100 metri di lunghezza per 3 d'altezza. Progettato nel 2003, è stato realizzato postumo nel 2006;
• "mwadmPorta del sole" di mwadqYasuda Kan, al centro della rotonda tra la mwaduTosco Romagnola, via della Costituzione e via mwadyPacinotti;
• Murales di mwadgNado Canuti, in allestimento.
• Cantiere d'arte "mwadoCantiere Simon Benetton: fuoco, ferro, forza, forma"cite-ref-15[15]. Nel 2009, in occasione del progetto "Scultura Socialmente Vivibile", la città di Pontedera inizia la sua collaborazione con l'artista veneto Simon Benetton, insignito nel 2015 della cittadinanza onorariacite-ref-16[16].
• "mwaeqLe Tre Grazie" di Adolfo Scarselli detto Dolfo,è nato a Volterra nel 1937 e morto il 10 luglio 2013. Legato alla città di Pontedera, ha donato nel 2009 l’opera in acciaio inox, al momento situata sulla rotonda di via Vittorio Veneto.
• "mwaecIl pugile, monumento a Mazzinghi" di Aiello Giovanni è posto di fronte al palazzetto dello sport. Realizzata in onore a Mazzinghi dallo scultore Giovanni Aiello, rappresenta il pugile di origini pontederesi in una tipica posa da ring.cite-ref-17[17]
Questi si vanno ad aggiungere ad opere già esistenti:
• "mwafaAndrea da Pontedera" di Emilio Mancini, nella piazza omonima;
• "mwafmPietà" di Loris Lanini, in piazza Garibaldi;
• "mwafyMonumento alle vittime della mwafcprima guerra mondiale" di Pietro Küfferle (andato perso nel 1945).
Il castello
Il castello di Pontedera era considerato il più grande e più fortificato della zona, se non addirittura il migliore posto in pianura, secondo lo storico del XVI secolo mwafsScipione Ammirato. Fu teatro di molte guerre e venne più volte distrutto e ricostruito.
Il castello aveva quattro porte: "mwaf0Porta pisana" (a ovest), "mwaf4Porta vecchia" (a nord), "mwaf8Porta fiorentina" (a est) e un'altra porta di cui non si conosce il nome. Fino al 1945 esisteva una "via circondaria", che disegnava un rettangolo esterno al perimetro murario. Fino al 1850 questo sistema di vie conservava ancora tracce dell'antico fossato sotto forma di piccoli canali.
L'ultima porzione di mura medievali e la rocca dell'XI secolo esistenti vicino all'attuale piazza Cavour venne ritenuta un ostacolo allo sviluppo delle attività commerciali e quindi distrutta nel 1846 dal Granduca Leopoldo su richiesta dei commercianti locali.
Oggi non è rimasta alcuna traccia dell'antico castello di Pontedera. Gli unici segni ancora visibili sono dei cubetti di marmo bianco sulla pavimentazione stradale in piazza mwagiCavour, dove nel 1992 vennero ritrovate tracce dell'antica Porta pisana. Segni delle antiche mura castellane sono riscontrabili nel "Vicolo del Moro", il sottopasso che collega via Palestro a Via Roma.
Il ponte napoleonico
Costruito interamente in marmo bianco del mwagkMonte Pisano, su progetto dell'architetto Garella, fu eretto sotto la dominazione francese e per questo motivo venne chiamato "mwagonapoleonico". Documenti di archivio testimoniano che il vecchio ponte in legno venne venduto il 9 settembre 1814 e disfatto il 16, motivo per cui a queste date il nuovo ponte doveva essere già operativo, anche se vi è traccia di lavori alle "pedate" del ponte ancora nell'ottobre dello stesso anno. La costruzione era molto diversa rispetto alla precedente. L'asse viario era in origine leggermente spostato verso sud e partiva dall'attuale Piazza del Ponte. Dalla nuova collocazione era possibile invece avere una visuale di tutto il Corso mwagsMatteotti. Per la sua costruzione fu necessario abbattere alcuni edifici e rialzare la strada contigua per rendere il ponte più pianeggiante.
Fu distrutto durante la mwag0seconda guerra mondiale e ricostruito fedelmente subito dopo.
Palazzi
Palazzo Stefanelli
Costruito nel primo Ottocento, l'edificio si eleva su quattro piani, con finto mwahebugnato a terreno e grandi finestre con mwahitimpano triangolare e mwahmtriglifi a gocce al 1º piano. All'interno, ristrutturato negli mwahqanni trenta, troviamo un ampio scalone in marmo a tre rampe che dà accesso alla sala consiliare. Sulla facciata, restaurata nel 2001, oltre all'omaggio a mwahuVittorio Emanuele II, una lapide del 1860 ricorda il mwahyplebiscito con cui la mwahcToscana votò l'autoannessione alla "monarchia costituzionale" del mwahgRegno di Sardegna, in vista dell'mwahkUnità d'Italia; un'altra lapide del 1885 ricorda che Pontedera è città natale dello scultore mwahoAndrea Pisano; un'altra ancora, apposta nel 1954, ricorda i bombardamenti del gennaio 1944.
Il palazzo è sede del Comune dalla metà del XIX secolo. Fino agli mwahwanni venti ospitava l'ufficio delle poste, nel luogo dove invece ora sorge un bar. All'interno troviamo alcuni dipinti del secondo Novecento. Nella saletta d'accesso alla sala della Giunta tre grandi olii di Otello Cirri ("mwah0Paesaggio", "mwah4Natura morta", "mwah8Uomo seduto") e, nell'atrio antistante la sala consiliare, la recente opera di mwaiaRomano Masoni "mwaieCadute" (2002), in piombo e foglia d'oro, a ricordo delle vittime degli mwaiiattentati dell'11 settembre 2001 contro il mwaimWorld Trade Center di mwaiqNew York.
Palazzo Pretorio
Il palazzo, come dice il nome stesso, giá sede della sezione distaccata del mwaisTribunale di Pisa, oggi trasformata in locale commerciale (bar ristorante) Ha un loggiato in cui possiamo vedere gli stemmi in pietra dei vicari che si sono succeduti alla guida di Pontedera. È sovrastato da una torre detta "civica" o "dell'orologio", posta in angolo.
Palazzo Paoletti Zeppini
Sede dell'omonimo pastificio, costruito tra il 1868-1870 da mwai4Luigi Bellincioni. L'attuale costruzione non corrisponde al progetto originale.
Palazzo Bellincioni
È la prima opera di mwajeLuigi Bellincioni, nonché casa paterna progettata nel 1866. Si trova nell'angolo sud-est della piazza mwajiCurtatone. Possedeva un portone sormontato da un terrazzo con mwajmbalaustra a colonnine, rimosso nel secondo dopoguerra per dar spazio ai negozi. Oggi possiamo ammirare ancora la porta-finestra con mwajqtimpano a lunetta, mentre gli altri timpani delle finestre sono a triangolo, incorniciate da mwajuparaste mwajyioniche.
Palazzo Pitschen
Questo palazzo si trova all'angolo tra Via Lotti e Corso mwajkMatteotti. Fu costruito nel 1883 da mwajoLuigi Bellincioni per i fratelli svizzeri Pitschen, che aprirono al pian terreno un negozio. Si eleva su quattro piani, ha ampie finestre in stile pseudo-mwajsrinascimentale con mwajwpulvino e mwaj0timpano a lunetta.
Palazzo Ciompi
Si trova sul corso Matteotti. Costruito nel 1872 da mwakaLuigi Bellincioni per la famiglia Ciompi, possiede finestre con cornicioni sorretti da volute ornamentali. Venne restaurato negli anni 1950 dall'ingegnere Gastone Barbi.
Altre architetture
Ville
Villa la Cava
La villa si trova nella località omonima, posta a sud-est di Pontedera. Appartenuta nella metà del XVI secolo alla mwalefamiglia Riccardi, acquisisce l'aspetto attuale verso la metà del XVIII secolo, quando diventa di proprietà della famiglia Toscanelli. Il parco che circonda la villa vanta un vasto repertorio di mwaliconifere, con varie specie di mwalmabeti, mwalqcipressi e mwalucedri.
Villa Crastan
Di stile mwaloneorinascimentale, si trova in via della Stazione vecchia e fu progettata da Arrighi per Manlio Crastan nel 1928. È rimasta vuota dopo il trasferimento della Biblioteca Comunale.
Villa Torrigiani Malaspina
La villa era originariamente di proprietà della famiglia Galletti, per passare poi, nel XVII secolo, ai Franceschi, famiglia del marito di Antonia Galletti. Nel XIX secolo, dopo il matrimonio di Vittoria di Lelio Franceschi con il Marchese Torquato Malaspina, la villa passò ai suoi figli, divenendo proprietà mwamaTorrigiani-mwameMalaspina.
Società
Evoluzione demografica
Abitanti censiticite-ref-18[18]
Si può riscontrare una crescita demografica a partire dagli anni 1960, in concomitanza con il momento economico favorevole della mwamoPiaggio, e, viceversa, un declino a partire dagli anni 1990, con il ridimensionamento e la crisi dell'azienda stessa.
Etnie e minoranze straniere
Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
• mwanySenegal 1422 4,79%
• mwangAlbania 682 2,30%
• mwanoRomania 523 1,76%
• mwanwMarocco 444 1,50%
• mwan4Nigeria 246 0,83%
Cultura
Istruzione
Biblioteche
• Biblioteca comunale "mwaoqGiovanni Gronchi"
• Biblioteca del Duomo;
• Biblioteca Bibliocoop
• Biblioteca della Fondazione Piaggio
Scuole
Nel comune di Pontedera sono presenti trentasei scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado.cite-ref-20[20]
Università
Ha sede a Pontedera il mwapqPolo Sant'Anna Valdera, una sezione distaccata della mwapuScuola Superiore Sant'Anna di mwapyPisa.
Teatro
Nel 1974 nasce il Piccolo Teatro di Pontedera, nei locali della ex Villa Crastan, per divenire poi il Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale di Pontedera, che negli mwap4anni '80 si trasferì nella sede storica di Via Manzoni, 22, nel centro della città. Il Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale di Pontedera, diretto da mwap8Roberto Bacci è stato per decenni la più grande realtà teatrale della zona e una delle più apprezzate in mwaqaItalia.
Nel 1986 il regista teatrale mwaqipolacco mwaqmJerzy Grotowski fondò, su invito del Centro, il Workcenter of Jerzy Grotowski (poi divenuto Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards), con il contributo della mwaquUniversity of California e in collaborazione con mwaqyPeter Brook del mwaqcCentre International de Recherches Théâtrales.
Il mwaqkTeatro Era, progettato dall'Architetto Marco Gaudenzi, è un teatro di struttura moderna.
Dal 2015 la Fondazione Pontedera Teatro entra a far parte della Fondazione Teatro della Toscana, divenendo così Teatro Nazionale.
Musei
Pontedera è sede del mwaq0Museo Piaggio "Giovanni Alberto Agnelli"cite-ref-21[21]. Ricavato nel 2000 da una parte delle vecchie officine mwariPiaggio, ospita oggi numerosi modelli prodotti dalla Piaggio oltre ad un vasto archivio storico intitolato a mwarmAntonella Bechi Piaggio.
Nel 2003 ha aperto il "Centro per l'arte Otello Cirri", dedicato al sindaco ed artista mwaruOtello Cirri.
Media
Stampa
Pontedera è sede di redazioni locali dei quotidiani mwarkIl Tirreno e mwaroLa Nazione, concernenti il bacino dell'intera mwarsValdera.
Economia
Insistono sul territorio comunale, secondo l'ultimo mwar4censimento, 462 attività industriali con 6.116 addetti pari al 43,41% della forza lavoro occupata, 745 attività di servizio con 2.155 addetti pari al 15,29% della forza lavoro occupata, altre 827 attività di servizio con 3.037 addetti pari al 21,55% della forza lavoro occupata e 166 attività amministrative con 2.782 addetti pari al 19,74% della forza lavoro occupata.
Risultano occupati complessivamente 14.090 individui, pari al 54,17% del numero complessivo di abitanti del comune.
Agricoltura
Un tempo le campagne attorno a Pontedera erano coltivate a mwasiviti, mwasmolivi, mwasqfrumenti, mwasugranturco e mwasyforaggi. Le aziende agricole erano molte e piccole. Nonostante nella città si tenessero molte fiere degli animali, non c'erano molti allevamenti se non quelli di animali da cortile. Dalla seconda metà dell'Ottocento iniziò la coltura del mwascgelso e l'allevamento dei mwasgbachi da seta.
Nel XX secolo iniziarono le colture degli ortaggi e degli alberi da frutto. La maggior parte dei poderi era di medie e piccole dimensioni. I grandi proprietari in genere non risiedevano in zona, mentre i più piccoli furono gli artefici della costituzione del mwasoConsorzio agrario nel 1903. C'erano anche molti mwassmezzadri, che però col tempo trovarono lavoro nelle manifatture o come facchini nei mercati cittadini.
Industria
Dal mwas4Medioevo e fino all'inizio del XX secolo era rilevante la produzione di mwas8laterizi. Si potevano trovare fornaci lungo tutto il corso dell'mwataArno da mwateFornacette a La Rotta.
Nella frazione di La Rotta la ditta mwatcAmedei produce il mwatgcioccolato omonimo, ritenuto dalla prestigiosa Academy of Chocolate di mwatoLondra il più buono del mondo nel 2005 e nel 2006. Gli Amedei sono gli unici maestri mwatscioccolatai italiani che hanno una piantagione propria di cacao in mwatwVenezuela.
A Pontedera troviamo anche la sede, dopo il trasferimento da mwauiFornacette, della mwaumCDC, società cui fanno capo le catene italiane di negozi di informatica Computer Discount. Il Gruppo CDC ha scelto Pontedera anche per la società Micronica (assemblaggio computer) secondo produttore italiano di PC desktop consumer e in passato per Compy (catena di elettronica di consumo) poi venduta all'Euronics(Gruppo Butali).
Altra importante azienda, l'unica rimasta nell'antica zona industriale fino all'inizio del XXI secolo, è la mwauuCrastan, società produttrice di mwauycaffè, mwaucsurrogati e affini. Sono inoltre presenti depositi di stoccaggio merci di società della mwaugGrande distribuzione organizzata (GDO) come il mwaukGruppo PAM (ipermercati Panorama, supermercati Pam), mwauoLidl e Unicoop Firenze (col centro distributivo freschi).
Nel 2002, nella zona industriale mwauwGello di Pontedera, è nata una mwau0Carrozzeria mwau4automobilistica artigianale la mwau8Mazzanti Automobili, ora l'azienda è un vero e proprio mwavacostruttore di automobili e da fine 2011 ha aperto proprio nella zona industriale Gello il proprio showroom.cite-ref-22[22]
Infrastrutture e trasporti
Strade
Pontedera è attraversata da ovest a est dalla mwawuStrada statale 67 Tosco Romagnola, che la collega direttamente a mwawyPisa e mwawcFirenze. In prossimità del centro, nel secondo mwawgdopoguerra, è stata costruita una variante che affianca l'mwawkArno evitando il centro abitato. Appena fuori della città, presso Fornacette (comune di mwawoCalcinaia), la strada si dirama per mwawsLivorno, dando origine alla mwawwStrada statale 67bis dell'Arnaccio.
Il Comune è servito da due uscite della mwaw4Superstrada FI-PI-LI: "Pontedera" e "Pontedera-Ponsacco".
La mwaxastatale 439 collega Pontedera a nord con mwaxeLucca fino a mwaxiPietrasanta, costeggiando il lato orientale del mwaxmMonte Pisano, e a sud con mwaxqSaline di Volterra fino a mwaxuFollonica.
Trasporti pubblici
La mwaxgstazione di Pontedera si trova sulla mwaxkferrovia Leopolda ed è servita da corse ogni 10-15 minuti circa in entrambe le direzioni che fanno parte del servizio regionale mwaxoTrenitalia.
mwaxwLeopoldo II, mwax0Granduca di Toscana, nel 1839 diede ordine di costruire la linea ferroviaria mwax4Leopolda all'ingegnere inglese mwax8Robert Stephenson. I lavori iniziarono l'anno seguente da mwayaLivorno. Il secondo tratto, da mwayePisa a Pontedera, entrò in funzione il 19 ottobre 1845. Il terzo, che collegava Pontedera a mwayiEmpoli, il 21 giugno 1847. Nel 1847, lungo questa nuova ferrovia chiamata "mwaymLeopolda", venne inaugurato il primo mwayqtelegrafo elettromagnetico in Italia. La stazione ferroviaria originariamente si trovava sopra l'attuale sottopasso "Caduti mwayubattaglia di Nikolajewka", vicinissima al cosiddetto "mwayypiazzone", il centro commerciale della città a quell'epoca.
Nel 1903 la stazione venne trasferita nella sua attuale posizione, circa 800 metri più a est. Lo spostamento avvenne per due ragioni fondamentali: prima, la scomodità del carico-scarico delle merci per la posizione rialzata della stazione; seconda, ma più importante, il fulcro dell'economia pontederese era ormai costituito dalla zona industriale, collocata appunto nella parte sud-ovest della città. La vecchia Stazione Leopolda venne poi completamente distrutta nei bombardamenti della città del 1944.
Agli inizi del XX secolo venne progettata la linea ferroviaria mwaykLucca-Pontedera-mwayoSaline di Volterra. Nel 1922 iniziano i lavori che termineranno sei anni più tardi solo per il tratto mwaysLucca-Pontedera. A causa dei danni della mwaywseconda guerra mondiale, la linea venne dismessa e definitivamente smantellata nel 1958.
Il mway4trasporto pubblico a mezzo mway8autobus è gestito dalla società mwazaAutolinee Toscane con tre linee urbane e due servizi di navetta gratuite. Sono presenti linee extraurbane che la collegano con mwazePisa, mwaziFucecchio, mwazmVolterra, mwazqLucca.
Dal 1881 al 1951 la località costituiva il capolinea dalla mwazytranvia a vapore che, percorrendo l'asse della mwazcvia Fiorentina, collegava mwazgPisa con Pontedera e, attraverso una diramazione che si distaccava in località Navacchio, con Caprona e Calci. Tale Il tram venne definito in loco "mwazkEr trammino de' Pontaderesi" o anche "mwazolo strasciapoveri"
La stazione tranviaria era inizialmente costituita da un semplice binario un tronco che sorgeva in piazza Cavour, preceduto da una piattaforma girevole che immetteva su due brevi tronchi trasversali per le manovre di attestamento della locomotiva in testa ai treni di ritorno a Pisa. Tale sistemazione fu in seguito superata con la realizzazione di una stazione vera e propria, che sorgeva in corrispondenza dell'attuale stazione ferroviariacite-ref-bedini-24-0[24].
Aeroporto
Pontedera fino alla metà del novecento fa era dotata di un mwa0qaeroporto, nato per uso militare come aeroscalo per mwa0udirigibili e successivamente riadattato per gli aerei. Dopo la mwa0yseconda guerra mondiale lo stesso passò in uso alla mwa0cPiaggio.
Geografia antropica
Quartieri
Centro
Oltre a comprendere l'antico nucleo del castello, si estende verso ovest fino alla stazione ferroviaria. È delimitato a nord dall'mwa0wArno, a est dall'mwa00Era e a sud dalla ferrovia. Nel centro troviamo le vie dello shopping cittadino: corso mwa04Matteotti, via Gotti, via Lotti, via mwa08Roma e via mwa1aI Maggio. Nel censimento comunale del 2007 il quartiere contava mwa1e7 943 abitanti.
Bellaria
È la zona a sud della ferrovia. Vi troviamo la sede della mwa1qPiaggio, il museo omonimo, il Polo Valdera e l'ospedale. La zona residenziale è composta prevalentemente da villette. La zona ovest, di recente sviluppo, può essere suddivisa in mwa1uSozzifanti a nord e mwa1yGalimberti a sud. La prima è l'unica zona in tutta Pontedera a non disporre di una chiesa propria. Nel censimento comunale del 2007 il quartiere contava mwa1c4 648 abitanti.
Oltrera
Come dice il nome, è il quartiere al di là del mwa1ofiume Era; è chiamato da sempre dai pontederesi "mwa1sForiderponte", ma anche "mwa1wLa Cina" per la presenza in passato di grossi condomini popolari. Il quartiere si è sviluppato storicamente lungo l'asse Ponte Napoleonico - via mwa10Vittorio Veneto - via Fiorentina, con due deviazioni a sud verso via delle Colline e a nord verso la mwa14Strada statale 439 Sarzanese-Valdera, già via mwa18Valdinievole.
È il quartiere ad aver subito negli ultimi anni la più ampia espansione, partita alla fine degli anni 1950 con la costruzione del Villaggio "mwa2eGronchi" - Viale Italia. Oggi è sede del mercato settimanale, della fiera annuale, del teatro mwa2iEra, dei due principali stadi: il Mannucci e il Marconcini, dei centri commerciali "Il ponte" e "La galleria". Nel censimento comunale del 2007 contava mwa2m6 779 abitanti.
Villaggi
La zona più importante è il Villaggio Piaggio, costruito dalla mwa2yPiaggio per i suoi dipendenti. Ha come particolarità la presenza al suo interno di infrastrutture che tesero a renderlo autonomo dal resto della città: trovarono, infatti, sede nel villaggio un asilo, una chiesa, un cinema, un circolo ricreativo, uno spaccio ed una foresteria. La peculiarità di essere "protetto" da un muro perimetrale e l'autonomia del villaggio portarono ben presto i suoi residenti ad identificarsi tra loro come "mwa2cVillaggini" piuttosto che come "mwa2gpontaderesi".
Il Villaggio Piaggio non è, tuttavia, l'unico villaggio di Pontedera. Altrettanto importante è il villaggio comunale intitolato ad mwa2oAntonio Gramsci, che si sviluppa a nord della ferrovia ad est del Villaggio Piaggio. Il "Gramsci" nasce come quartiere residenziale per le persone disagiate, da cui l'appellativo di "mwa2svillaggio dell'ignudi" con il quale i "cugini" dell'adiacente Villaggio Piaggio lo additavano.
Frazioni
• mwa28Gello: il toponimo deriva dal latino mwa3aAgellus, "piccolo podere". L'appellativo di "mwa3eGello Putido" o "mwa3iPutrido", attestato già nel 1099 ad indicare Gello di Pontedera, denota inequivocabilmente l'instabilità idrografica di questo territorio.
• mwa3wLa Rotta: l'etimologia del nome si suppone derivi dal punto dove si ebbe la rottura, in epoca storica, dell'argine dell'mwa30Arno. È la frazione più popolosa: circa mwa342 200 abitanti, comprendendo anche Pietroconti. I rottigiani, fino all'inizio del XX secolo, erano dediti principalmente all'attività di mattonai.
• mwa4aMontecastello: piccolo borgo di 500 abitanti dalla posizione strategica perché dominante la cittadina pontederese, distante circa mwa4e5 km. Il suo castello, di pianta circolare, fu venduto nel 1119 al vescovo di mwa4iLucca dall'abate del monastero di Serena. Nel corso dei secoli fu più volte distrutto e ricostruito, diventando mwa4mtra il 1500 e il 1600 un comune rurale autonomo in cui molte nobili famiglie fiorentine e pisane avevano possedimenti.
• mwa4uPardossi: piccola frazione di 529 abitanti, molto vicina all'abitato di mwa4yFornacette nel comune di mwa4cCalcinaia, tanto da venir spesso confusa come sua frazione. Pardossi è destinata comunque ad aumentare sensibilmente i propri abitanti visto che molte nuove unità abitative sono in procinto di essere ultimate nella frazione.
• mwa4kSanta Lucia: anticamente questo paese era chiamato mwa4oPedisciano.
Località
• Contrada Martinelli, piccola località situata al limite orientale del territorio comunale, nei pressi di Pardossi, in continuità con l'agglomerato urbano di mwa5eFornacette nel comune di Calcinaia.
• mwa5mI Fabbri, piccolo agglomerato considerato ormai zona appartenente alla frazione di Treggiaia.
• Il Chiesino, località alle porte di Pontedera, per chi proviene da mwa5uPisa, deve il suo nome all'antica chiesa presente sulla mwa5yTosco-Romagnola. Tale chiesa venne costruita per atto di devozione dai fedeli devoti alla "Madonna della quercia", di cui volevano ricordare una visione. La frazione rappresenta un agglomerato unico tra la zona ovest di Pontedera e la frazione Oltrarno di mwa5cCalcinaia. È principalmente una zona industriale e commerciale.
• Pietroconti, piccolo sobborgo che unisce Pontedera a La Rotta, di cui si può considerare una zona, in un unico agglomerato urbano. Vi possiamo trovare il lago omonimo e la fornace Braccini, monumento di archeologia industriale.
Tra le altre località minori sparse nel territorio sono da ricordare: La Porzia, Le Cantine, Le Pinete, Magazzini, Tiro a Segno e via del Pino.
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1944 | 1945 | Ferdinando Caciagli | | Sindaco | |
| 1945 | 1946 | Zelino Marconcini | | Sindaco | |
| 1946 | 1952 | Otello Cirri | | Sindaco | |
| 1952 | 1953 | Amerigo Bottai | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1953 | 1959 | Enzo Paroli | | Sindaco | |
| 1959 | 1960 | Milvano Ribecai | | Sindaco | |
| 1960 | 1965 | Alberto Carpi | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1965 | 1975 | Giacomo Maccheroni | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1975 | 1985 | Carletto Monni | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 23 agosto 1985 | 13 luglio 1990 | Carletto Monni | Partito Socialista Italiano | Sindaco | [ 25 ] |
| 16 luglio 1990 | 24 aprile 1995 | Enrico Rossi | Partito Comunista Italiano Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | [ 25 ] |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Enrico Rossi | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | [ 25 ] |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Paolo Marconcini | Democratici di Sinistra | Sindaco | [ 25 ] |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Paolo Marconcini | Democratici di Sinistra | Sindaco | [ 25 ] |
| 8 giugno 2009 | 27 maggio 2014 | Simone Millozzi | Partito Democratico | Sindaco | [ 25 ] |
| 27 maggio 2014 | 9 giugno 2019 | Simone Millozzi | Partito Democratico | Sindaco | [ 25 ] |
| 9 giugno 2019 | 25 giugno 2024 | Matteo Franconi | Partito Democratico | Sindaco | [ 25 ] |
| 25 giugno 2024 | in carica | Matteo Franconi | Partito Democratico | Sindaco | [ 25 ] |
Gemellaggi
Sport
La squadra di mwa-cbasket femminile mwa-gJuventus Basket Pontedera ha cessato la sua attività nel 2009.
Presso il CREC Piaggio ha sede la Sezione mwa-oScacchi che ha a lungo militato nella serie A2 del campionato italiano.
Dal 2009 il Pontedera Bellaria Rugby partecipa al campionato di serie C.
Il 20 maggio 1980 la 5ª tappa a cronometro del mwa-0Giro d'Italia 1980 è partita da Pontedera.
Il 30 maggio 1994 la 9ª tappa del mwa-8Giro d'Italia 1994 si è conclusa a Pontedera con la vittoria del mwa-aceco mwa-eJán Svorada.
Il 18 maggio 2006 la 11ª tappa del mwa-mGiro d'Italia 2006 è partita e arrivata a Pontedera. La tappa è stata vinta da mwa-qJan Ullrich.
Nel 2005 Pontedera ha ospitato alcuni incontri tra cui la finale del mwa-yCampionato di calcio europeo Under 17 vinto dalla nazionale turca.
Note
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cite-note-divamm-sismica-32. mwbasmwbawmwba0Classificazione sismica (mwba4mwba8XLS), su mwbbarischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-43. mwbbqmwbbumwbbyTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwbbcmwbbgPDF), in mwbbkciterefmwbboLeggemwbbs mwbbw26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwbb0Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwbb4 151. mwbb8URL consultato il 25 aprile 2012 mwbca(archiviato dall'mwbceurl originale il 1º gennaio 2017).
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Voci correlate
• mwbs8Storia di Pontedera
• mwbteAlluvione di Pontedera
• mwbtcValdera
• mwbtkColline Pisane
• mwbtsOasi urbana di Pontedera
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.pontedera.pi.it.
• citerefsapere-itPontedèra, su sapere.it, De Agostini.